Sessione +3 Il covo del Clan dell'Occhio

Dopo aver passato molto tempo a elaborare un piano, Doralys decise di entrare di soppiatto attraverso una finestra. Poco tempo dopo Floki con molta meno furtività sfondò una delle porte di ingresso. Messa fuori combattimento la guardia del magazzino, il gruppo proseguì attraverso la cucina fino alle camere da letto, dove incontrò un po' di resistenza, ma riuscì a superarla brillantemente. Uscì viva dallo scontro una figura ammantata di nero e sicuramente esperta di combattimento, che mentre il gruppo proseguì nel riorganizzarsi e andare avanti, provò un paio di volte a assassinare chi rimaneva più lontano dal gruppo, ma senza riuscirci.

Il percorso nel covo prosegue al piano sotterraneo, dove dopo alcune stanze velocemente superate, gli avventurieri giunsero nell'ultimo corridoio, al fondo del quale, oltre un velo, videro il capo del Clan dell'Occhio trasformarsi in un beholder e poi fuggire verso il basso. Raggiunta la posizione dov'era il mostro videro un pozzo che conduceva svariati metri più sotto. Al fondo di esso un lungo corridoio, con svariate ossa di enormi proporzioni per tutta la sua lunghezza. Circa a metà, dietro una cassa toracica grande come una gabbia e bloccato da una qualche prigione magica, gli avventurieri videro Velinax e lo liberarono. Il mago rivelò che il beholder era scappato oltre il fondo del corridoio dove si trovava un passaggio dietro il cranio di una strana bestia e che il passaggio era sorvegliato da un altro beholder. 

Effettivamente proseguendo verso la fine del corridoio sbucò uno strano beholder, più piccolo e più disposto al dialogo, che intimò loro di non procedere oltre. Non riuscendo a convincerlo con le buone, si arrivò allo scontro e il beholder, uno spectator per la precisione, si diede alla fuga scomparendo quando era in netta difficoltà. Prima di proseguire Doralys e Malik decisero di togliersi qualche dubbio sulla vera natura di Velinax, dato che alcuni dettagli della sua storia e della sua prigionia non tornavano.

Dopo pochi scambi di battute videro Velinax trasformarsi in un enorme beholder, più grande della media e iniziò uno spaventoso combattimento. Raggi mortali volarono per tutto il corridoio, mentre gli avventurieri cercavano chi di trovare riparo, chi di assaltare il mostro. Vennero evocati ogre zombi, muri di fuoco e vennero lanciate molte magie. Con talento e una grande dose di fortuna gli avventurieri riuscirono a evitare di essere colpiti dai raggi più nefasti, sebbene Floki scappò in preda alla paura e [:lucia | Teelia] cadde in un sonno profondo. Doralys però riuscì a centrare l'occhio principale con dello Spruzzemolo, pianta molto irritante per i beholder, che contribuì a mantenere disattivato il campo antimagia e a far ottenere la meglio al gruppo. Ferito, lacrimante e adirato, Velinax, o qualunque fosse il vero nome del beholder, scomparve.

Giusto il tempo di assicurarsi che il mostro non fosse ancora nei paraggi e di curarsi, che giunsero loro dal piano di sopra le voci delle guardie di Neotohir, probabilmente per effetto dello charme lanciato da Doralys sul capitano Naemo dicendogli di giungere all'alba con dei rinforzi. Volendo evitare un confronto con delle guardie, gli avventurieri presero il passaggio oltre lo strano ed enorme cranio e, dopo una lunga discesa in un corridoio perfettamente levigato con pendenza e curvatura costanti, giunsero in quella che probabilmente doveva essere un'immensa caverna. In alto quelle che sembravano stelle potevano essere residenze di beholder, che tipicamente costruiscono i loro rifugi dove le creature non volanti non possono raggiungerli.

Doralys, lanciando su di sè magie di volo e invisibilità, compì una rapida ricognizione. La caverna era veramente enorme. La strada conduceva dentro una collina, come la metà bassa di una clessidra, dalla quale però spuntavano con regolarità sue serie di torri rotonde disposte a doppio circolo a circa un terzo e due terzi dell'altezza totale del rilievo. Nel punto centrale del rilievo, una torre proseguiva verso l'alto, fino a una piattaforma con quattro grandi bracieri accesi che illuminavano per parecchi metri con una strana luce blu. Alcune decine di metri più in alto, la restante metà della città beholder, a forma di parte superiore di clessidra, con strane aperture e corridoi, alcuni illuminati, si stagliava minacciosa contro il destino del gruppo.

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La guerra della Moneta Fil